Ambasciatori

Ambasciatori

Gli ambasciatori di Cuneo2020 nel mondo

Sono personaggi illustri, cuneesi di nascita o acquisiti per vari motivi, amici di Cuneo e affezionati al territorio cuneese che, orgogliosamente, testimoniano nel loro quotidiano.


Ex fondista italiana nata a Vinadio (CN). Una delle atlete più titolate della storia della disciplina, con dieci medaglie olimpiche e tredici iridate. Le montagne della Valle Stura sono la sua “casa”, la sua vita…

“Abbiamo una cultura diffusa rappresentata dalla nostra storia, testimoniata da realtà diverse e disparate, che vanno dalla pianura fino alle vette più alte delle nostre montagne a cui si possono unire lo sport e l’enogastronomia, rappresentazione anche loro del nostro ‘fare cultura‘ “.


Manager di lungo corso proveniente da una storica famiglia cuneese, pioniere del biodiesel in Italia e molto attento alle tematiche ambientali. Ex presidente dell’Accademia di Brera – Milano.

“L’iniziativa Cuneo Capitale Italiana della Cultura premia una città che merita questo titolo sia per la storia, l’arte e la cultura sua e del territorio che la circonda che per l’interesse della popolazione alle numerose e variegate iniziative culturali che vi vengono promosse.
Anche la bellezza del paesaggio ha contribuito nel tempo a sviluppare il senso e il gusto artistico della popolazione che si manifesta nelle opere d’arte di cui il territorio abbonda e che deve essere più conosciuto.
Cuneo è una città dove la qualità della vita è tra le migliori in Italia e da cui gli abitanti difficilmente si distaccano.
Questa è la migliore prova che Cuneo merita l’ambito riconoscimento di Capitale della Cultura”.


Cantante, chitarrista e scrittore italiano, nato a Fossano (CN), noto principalmente per la sua attività con il gruppo rock Marlene Kuntz, di cui è fondatore.


Nato a Dronero (CN), è stato direttore de “La Stampa” e di “Repubblica”. Una tra le “penne” più conosciute e apprezzate in Italia, sia come giornalista che scrittore.


Il “Matematico impertinente”, logico e saggista italiano. Nelle sue varie pubblicazioni si occupa di divulgazione scientifica, storia della scienza, filosofia, politica, religione, esegesi, filologia e di saggistica varia. E’ nato a Cuneo, dove torna regolarmente con piacere.

Perché Cuneo merita di diventare Capitale Italiana della Cultura?
Perché no…? Come diceva Sir Edmund Hillary (alpinista esploratore neozelandese – n.d.r.): “Qualcuno deve pur vincere!” E allora meglio Cuneo che un’altra città!


Storico, sociologo e politologo italiano. Cuneese di nascita, figlio del partigiano-scrittore Nuto Revelli, è uno scrittore e intellettuale molto legato alla montagna e ai luoghi in cui è nata la Resistenza italiana.


Ritenuto uno dei maggiori violinisti del nostro tempo, straordinario talento italiano con una carriera che lo ha portato in tutto il mondo, nei teatri e nei principali festival con le più rinomate orchestre sinfoniche. E’ molto legato al cuneese dove torna periodicamente.


Marco Aime, nato a Torino (ma di origini roaschine) insegna Antropologia culturale all’Università di Genova. Ha condotto varie ricerche sulle Alpi e in Africa occidentale, pubblicando diversi libri.

“Perché Cuneo?
Perché qui si è “uomini di mondo”
e ci possiamo finalmente rivalere
su tutte le battute che circolano sui cuneesi!”


Presiede la Società Meteorologica Italiana, associazione fondata nel 1865, dirige la rivista Nimbus e si occupa di ricerca sulla storia del clima e dei ghiacciai delle Alpi. È impegnato nel divulgare uno stile di vita più attento alla riduzione dell’impatto ecologico, servendosi delle esperienze fatte in prima persona.

“Abbiamo recentemente certificato Cuneo come capoluogo più nevoso d’Italia, un altro primato da mettere sul piatto della candidatura a
Capitale Italiana della Cultura, perché la neve
è un elemento fondamentale del paesaggio anche letterario,
e diventerà sempre più importante salvaguardarla
in tempi di riscaldamento globale”


Nasce a Saluzzo (CN) nell’agosto 1942. Dopo la laurea in matematica compie gli studi teologici in Germania e viene ordinato sacerdote nel 1972. Nel 1984 viene nominato provinciale dei Gesuiti in Italia, nel 1990 diventa direttore dei programmi della Radio Vaticana e successivamente direttore generale fino al 2016. L’11 luglio 2006 papa Benedetto XVI lo nomina direttore della Sala Stampa della Santa Sede, in sostituzione di Joaquín Navarro-Valls, incarico che mantiene fino al 2016.

“Considero la Valle Maira uno dei posti più belli al mondo. Qui mi portano i miei più antichi ricordi: avevo 3 anni e finiva la guerra; momenti di vita contadina fra amici e le tante salite in montagna che mi hanno formato. Amore e contemplazione per la bellezza del creato.
Ora che mi occupo di cultura in tutto il mondo per la Fondazione Ratzinger, non posso che sostenere la candidatura di Cuneo a capitale della cultura, unica città alpina tra le candidate, scrigno di valori e di uniche bellezze”.


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