Progettare e vivere la cultura: incontro fra Mario Cordero, Alessandro Isaia e Paolo Verri in occasione di Scrittorincittà2017

Progettare e vivere la cultura: incontro fra Mario Cordero, Alessandro Isaia e Paolo Verri in occasione di Scrittorincittà2017

Come può migliorare una città con la cultura? Questa la domanda da cui Paolo Verri ha iniziato l’analisi del tema proposto dall’incontro inserito nel ricco programma di Scrittorinicittà2017, moderato da Bruno Giraudo, dirigente del Settore Cultura del Comune di Cuneo.
A questa provocazione l’esperto di progettazione e strategie culturali, colui che ha permesso a Matera di aggiudicarsi il titolo di Capitale Europea della Cultura 2019, ha risposto mettendo in evidenza cinque parole chiave. La prima è CURIOSITA’, per tutto, soprattutto nei confronti di tutte quelle realtà che possono aver qualcosa da dire per lo sviluppo delle città. La seconda è ALLENAMENTO, perchè solo con la pratica si può crescere, anche in campo culturale. Poi viene la FIDUCIA nel produrre nuove idee da condividere insieme per combattere l’INVIDIA, quella bestia nera che in ogni campo genera soltanto regressione e mai crescita. Infine il CORAGGIO di mettersi in gioco e guardare lontano per trasformare operazioni culturali in grandi trasformazioni collettive senza avere paura di agire per il timore dei commenti altrui. Senza coraggio non si va da nessuna parte. Coraggio anche di uscire dalla mentalità provinciale, confortati dal fatto che in Europa oltre il 73% degli abitanti vive in città inferiori a 100.000 abitanti, quindi ritenute provincia.

A queste cinque parole chiave Alessandro Isaia, progettista culturale, direttore della Fondazione Artea e project manager di Cuneo2020, ne aggiunge altre tre: DIVERTIMENTO e leggerezza, perchè ogni iniziativa culturale deve essere pensata per tutti, senza la presunzione di raggiungere solo determinati utenti; MEDIATORE, colui cioè che, con l’esperienza del professionista, sa raccontare le evoluzioni anticipandone i tempi e infine ORGANIZZAZIONE, senza la quale anche le migliori intenzioni rischiano di naufragare.

A questi interventi Mario Cordero ha fatto precedere una interessante analisi della situazione cuneese, e dello sviluppo della cultura cittadina degli ultimi decenni, non sempre al centro delle strategie politiche e amministrative, che hanno portato Cuneo a perdere quella che poteva essere una identità culturale. Proprio per questo oggi, con un deciso cambio di rotta che si avverte ormai anche a livello nazionale, si punta a rimettere la cultura al centro delle scelte, per ripartire proprio da essa e mettere in atto quel circolo virtuoso che dovrebbe rilanciare lo sviluppo del nostro Paese con ricadute in tutti i settori, turistico, economico e sociale.

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