Patrimonio culturale

Patrimonio culturale

Dal punto di vista dell’offerta culturale, la provincia di Cuneo dispone di un patrimonio vasto e diffuso con 153 istituti di cultura (musei e beni culturali) sul territorio distribuiti in modo omogeneo: il 62% è costituito da musei, case-museo, pinacoteche e collezioni permanenti; il 15,5% da castelli e forti; il 7,5% da siti naturalistici, archeologici e feudali; il 7,5% da palazzi e ville; il 4% da ecomusei; il 3% da chiese, cappelle e abbazie; lo 0,5% da altro.
Un dato interessante dimostra che i visitatori stranieri corrispondono al 17% dei visitatori totali.
Nel 2016 i 30 musei locali hanno registrato oltre 270.000 presenze.
I visitatori del Sistema Museale Regionale (45 musei esterni al Sistema Metropolitano), di cui fa parte anche il Castello di Racconigi in provincia di Cuneo è in crescita costante tra il 2013 e il 2015. Sul territorio cuneese è presente un’istituzione museale ogni 5.856 abitanti.


Il patrimonio interessato dalla programmazione culturale

La storia di Cuneo è una storia condivisa, che non può essere compresa se non viene rapportata con il più ampio scenario del Piemonte meridionale. Da sempre Cuneo non esiste di per se stessa, ma esiste in quanto elemento di un paesaggio culturale diffuso nel quale spazi, segni e testimonianze vivono all’interno di sistemi culturali omogenei dove caratteristiche e tipologie tracciano linee di sviluppo ed evoluzione comuni.

Percorrendo i principali centri urbani presenti sul territorio emerge in modo chiarissimo l’importanza dei luoghi pubblici di aggregazione disponibili all’interno dei centri storici coinvolti. Esito di un percorso che dall’epoca comunale arriva sino ad oggi, le nostre piazze rappresentano certamente un fondamentale elemento di valore. A Cuneo ne è un esempio via Roma, l’antica platea, che attraverso un recupero peculiare che ha coinvolto la totalità degli edifici, ha permesso di creare un’area pedonale incorniciata dalle facciate storiche di grande qualità architettonica. Questo asse, insieme alla centrale Piazza Galimberti, deve essere citato come primo esempio di questa centralità, da un lato perché questa direttiva traccia non solo idealmente la linea di sviluppo della città verso la montagna, dall’altro perché quella piazza ha rappresentato il cuore del capoluogo della Granda negli ultimi due secoli. Alla geometria cuneese frutto delle concezioni ottocentesche si contrappongono Piazza Santa Rosa a SaviglianoPiazza Maggiore a Mondovì e Piazza Castello a Fossano, che nella loro irregolarità di stampo medievale rappresentano veri e propri tesori urbanistici grazie ai quali visitatori e abitanti possono ripercorrere quasi passo a passo la lunga storia di queste città. Diverso il caso di Saluzzo dove Corso Italia con i suoi bei palazzi sostituisce la classica piazza in qualità di cuore sociale, civile e commerciale della città.

Altri itinerari collegano i segni della tradizione religiosa presenti sul territorio. Fatta eccezione per Savigliano, tutti i maggiori centri coinvolti conservano infatti cattedre vescovili la cui fondazione risale anche all’epoca medievale. Come è naturale la forte tradizione religiosa ha lasciato non solo segni tangibili, ma di estrema qualità. In questo senso il medioevo ha lasciato eredità importanti a Cuneo e Saluzzo dove il Complesso monumentale di San Francesco e la Cattedrale di Maria Vergine Assunta conservano preziosi tesori del gotico. I temi del barocco vedono invece indiscussa protagonista Mondovì con le realizzazioni dell’illustre concittadino Francesco Gallo, ma da questa si propagano su tutto il territorio come dimostrano le chiese cattedrali di Cuneo e Fossano anch’esse legate agli stilemi di quest’epoca.

Naturalmente i segni del sacro pervadono anche il territorio diffuso offrendo al visitatore un ampio ventaglio di proposte culturali. Il Museo di San Dalmazzo di Pedona con il suo percorso archeologico, il sito romanico di San Costanzo al Monte, la Chiesa di San Pietro di Pagno e l’imponente abbazia di Santa Maria di Staffarda sono tutti tasselli un paesaggio religioso popolato di abbazie che ha rappresentato un elemento fondamentale nello sviluppo dell’area e rappresentano altrettanti beni di assoluta qualità oggi ampiamente fruibili dal pubblico.

A fianco delle abbazie altri luoghi sacri come i Santuari rappresentano allo stesso tempo, segni tangibili di storia e fede. La rete delle presenze è estremamente fitta: su tutti e doveroso segnalare il Santuario della Natività di Maria di Vicoforte Mondovì tanto caro ai Savoia, con la cupola ellittica più grande del mondo, il Santuario di Castelmagno, tra i più antichi documentatati sul nostro territorio, e il Santuario di Sant’Anna di Vinadio, il più alto santuario d’Europa.
La geografia sacra prevede inoltre una moltitudine di chiese, cappelle, oratori e costruzioni di cui risulta impossibile proporre una sintesi puntuale in questa sede; fra tutti si può citare un progetto come Mistà che, negli anni ha valorizzato questo patrimonio diffuso.

Spazio pubblico e spazio sacro dialogano quindi nelle importanti collezioni museali, che analizzano specificità e temi portanti. A Cuneo il Museo Civico è stato pensato sin dalla sua origine come museo del territorio, ma in tutte le città coinvolte le tracce della storia locale trovano posto in percorsi espositivi puntuali che permettono di affrontare temi diversi e approfondire aspetti significativi del contesto. Sulle città insistono poi sistemi e reti più o meno istituzionalizzate dove funzionalità e contenuti trovano coesione.

Un contributo fondamentale alla costruzione dell’identità culturale viene inoltre fornito dai sistemi bibliotecari: il sistema Bibliotecario Cuneese che si sviluppa in direzione delle vallate alpine, il Sistema Fossanese-Saviglianese-Saluzzese e quello Monregalese.

Uscendo dai principali centri urbani i temi si ampliano e si radicano all’interno di contesti periferici nei quali si sviluppano reti e progetti più o meno coerenti. L’archeologia rappresenta una direttiva fondamentale grazie a due ritrovamenti assolutamente straordinari.
La necropoli longobarda di Ceriolo, recentemente portata alla luce con le sue 706 sepolture complete di corredi funerari, è uno dei principali giacimenti archeologici d’Europa che, lasciando presagire un insediamento residenziale, potrà riservare ulteriori e affascinanti scoperte; è presentata con coinvolgenti allestimenti multimediali presso il Museo Civico di Cuneo, ma ha potenzialità espositive ulteriori di richiamo internazionale.
A Costigliole Saluzzo è emersa, grazie agli scavi archeologici dell’Università di Torino, una “villa romana con annessa attività agricola di vinificazione” che si estende su oltre 4000 mq., databile tra il I e il V sec. d.C., tra l’età Augustea e il periodo tardo-antico, il più importante del Sud Piemonte e tra i meglio conservati del Nord Italia.
A queste si associano l’area archeologica di Bene Vagienna, che rappresenta un sito di enorme importanza per riscoprire la fase romana di questa area, la collezione archeologica dei reperti del Monte Cavanero di Chiusa di Pesio e l’area archeologica della necropoli di Valdieri, altrettanti elementi fondamentali per la fase protostorica.

Raggiungendo i secoli della contemporaneità una citazione deve esser fatta per le molte strutture e itinerari che ripercorrono le tristi vicende legate al secondo conflitto mondiale. Due sono le citazioni d’obbligo a questo proposito: il progetto Paraloup portato avanti con tenacia dalla Fondazione Nuto Revelli che nell’omonima borgata – sede di una delle prime bande partigiane – ha dato via a un processo di recupero edilizio e risignificazione legato ai temi della Resistenza e del ritorno alla montagna e il grande progetto La Memoria delle Alpi che sul territorio coinvolto ha portato all’allestimento di più di quaranta Sentieri della Libertà articolati intorno ai temi della guerra, della persecuzione razziale e della Resistenza.
La montagna con le tradizioni e il suo paesaggio costruito rappresenta un tema di per se stessa. Le fortificazioni che dominano molte delle vallate rappresentano sentinelle silenziose del nostro territorio e ci raccontano di un mondo ormai scomparso. Nella Valle Stura il Forte di Vinadio con il suo percorso espositivo Montagna in Movimento narra attraverso voci e volti la storia delle nostre vallate. Il paesaggio costruito offre poi elementi diversi con percorsi peculiari ricchi di fascino.
Il Filatoio Rosso di Caraglio con il Museo del Setificio Piemontese e la sua programmazione culturale rappresenta un esempio di straordinaria importanza. Castelli e dimore signorili quali il Castello della Manta, o del Roccolo a Busca, abitano lo spazio offrendo contenuti e programmazioni di qualità.
Così la Castiglia di Saluzzo è da anni protagonista con un allestimento innovativo e una ricca offerta culturale dedicata soprattutto alle nuove tendenze dell’arte contemporanea.

La valorizzazione dello spazio pubblico e del patrimonio architettonico rappresenta un tema fondamentale e ben radicato, come dimostrano festival ed eventi internazionali come Occit’amoMirabilia e Collisioni.

Come è naturale gli elementi appena citati rappresentano solo alcuni esempi ed emergenze di particolare rilievo: il nostro Paesaggio Culturale rappresenta un aggregato dalle forme e contenuti mutevoli e fascinosi.

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