Patrimonio naturale

Patrimonio naturale

La montagna come protagonista

La montagna è l’elemento più caratteristico, sebbene non l’unico, del patrimonio naturale. La nostra è una comunità che guarda alla montagna ogni mattina, che sente la mancanza del suo “abbraccio” quando se ne allontana. È una comunità che vi si identifica, anche se non ha ancora del tutto imparato a vederla come attrice, protagonista e, soprattutto, risorsa preziosa. Il percorso fatto alla ricerca dei valori che stanno alla base dell’identità di questi luoghi ci ha sempre ricondotto ad essa e all’importanza di intenderla come un tutt’uno con il territorio intorno.

La dimensione e il ruolo delle aree soggette a tutela

Il patrimonio di aree tutelate rappresenta quasi il 15% del territorio provinciale. E’ frutto di un enorme sforzo di protezione, gestione, manutenzione e promozione svolto negli anni con eccellenza dai 21 enti gestori di altrettante aree, a partire dai tre Parchi Regionali: Parco Naturale del Marguareis, Parco del Monviso (ex Parco del Po Cuneese) e Parco Naturale Alpi Marittime.
Tra le riserve naturali e aree protette, si cita in particolare il Parco Fluviale Gesso e Stura, che si sviluppa attorno alla città di Cuneo su 4500 ettari, e vanta attrezzature per lo sport, la didattica, la cultura e circa 100 km di percorsi ciclo-pedonali, in cui la città è immersa.
La caratteristica distintiva per cui questo ambiente è così apprezzato è la sua autenticità. L’assenza di grandi flussi e infrastrutture lo hanno infatti preservato intatto e selvaggio.

Mete di alta quota per sport escursionistici, G.T.A. e sentieri

La cultura del percorrere il territorio a piedi, del mettere un passo dietro l’altro, dell’attraversare i rilievi, del raggiungere la cima con fatica e determinazione, è ben rappresentata dalla Grande Traversata delle Alpi, un itinerario escursionistico piemontese di circa 1.000 km, di cui 500 in provincia di Cuneo: una discesa dall’iconico Monviso, il Re di Pietra, al mare o viceversa. È interessante dal nostro punto di osservazione perché nacque verso la fine degli anni ‘60 su iniziativa di un gruppo di escursionisti con l’obiettivo di promuovere un nuovo turismo alpino, ispirato all’esperienza francese della Grande Traversée des Alpes: un turismo a piedi, che permettesse una più approfondita conoscenza del territorio attraversato, valorizzando le zone meno battute dal turismo tradizionale. L’itinerario si estende a tutte le valli piemontesi, rendendo possibile la traversata a piedi di valle in valle, dalla Valle Tanaro fino all’Ossola. Comuni e Unioni, Regione Piemonte, Province di Torino e Cuneo e numerosi volontari lavorano in modo coordinato per manutenerla. Sono inoltre 93 le strutture tra rifugi escursionistici e alpini, bivacchi, che intrecciandosi con una fittissima rete di sentieri escursionistici, rendono accessibili mete adatte sia ad esperti sia a famiglie.

Percorsi e sport escursionistici in alta quota

Le terme

Sul tema del benessere e della qualità della vita occorre ricordare la ricchezza e la qualità delle fonti idrotermali della provincia di Cuneo. Sono situate in località di montagna e sono dotate non solo di impianti per la somministrazione di terapie mediche, ma anche di centri estetici e centri benessere all’avanguardia. In particolare le terme di Lurisia, Vinadio, Valdieri, Garessio hanno acque termali di ottima qualità che sgorgano naturalmente dal suolo.

Le grotte termali delle Terme di Valdieri

Le grotte e la tradizione speleologica

Anche la speleologia è frutto dell’impegno e del legame con la montagna e l’ambiente naturale di appassionati che lo hanno reso un’eccellenza. A fare da capofila la Grotta di Bossea, la prima grotta turistica italiana, che fu aperta alla visita del pubblico nel 1874 godendo subito di grande fama in Italia e all’estero. Qui ha così avuto origine nel nostro Paese il turismo sotterraneo e hanno avuto forte impulso lo studio e la cultura dell’ambiente carsico: a partire dagli anni ‘50 le esplorazioni, hanno individuato nuovi percorsi e nuove gallerie. Da allora gli speleologi cuneesi hanno esplorato, rilevato, fotografato e prodotto documentazione riguardante svariate grotte, spaziando dalle valli del Monregalese (Serra di Pamparato) all’Alta Valle Pesio (vero Paradiso per Speleologi) e passando per tutte le vallate Alpine sino alla Valle Po (Crissolo).

Grotta del Caudano, Frabosa Sottana

La via del Sale

Particolarmente evocativa dell’identità transfrontaliera e della cultura legata al commercio transalpino, nonché alla storia dei periodi bellici, è tra le più note vie che attraversavano le Alpi e l’Appennino. Si snoda su un percorso di 40 km da Limone Piemonte a Monesi di Triora. Era in origine una rete di sentieri utilizzata già all’epoca di Carlo Magno per trasportare il prezioso prodotto dalla Camargue attraverso le Alpi Marittime. Liberamente accessibile a ciclisti ed escursionisti, grazie alla sua integrazione con itinerari verso la costa e l’entroterra ligure e francese e con le reti ferroviarie, e grazie alla ristrutturazione del tracciato, che ne ha anche consentito nel 2017 l’apertura limitata a pagamento per auto e moto (fondi Ue: Alcotra 2007/13), sta attraendo in modo esponenziale appassionati di MTB e turisti a livello internazionale.

La Via del Sale

Percorsi ciclabili, turistici e sportivi

L’azione culturale sui temi della mobilità sostenibile e a contatto con la natura è rafforzata da un’offerta che nella sola ATL del Cuneese comprende 254 percorsi per MTB, 86 per bici da corsa34 per slow bike, grazie a corposi investimenti in percorsi che connettono il territorio di pianura con quello montano e la rete dei parchi. La provincia di Cuneo è attraversata da Eurovel8, una delle 14 rotte internazionali ciclabili individuate dalla Commissione Europea, che si sviluppa su 5.900 km, dalla Spagna a Cipro. Per la zona del cuneese partirà da Limone Piemonte e arriverà fino all’Isola di Sant’Antonio nell’Alessandrino, per un totale di 264 km su 26 comuni.
Sono inoltre in atto progettualità transnazionali sinergiche: Vélo VISO e REVAL.
Infine è da citare il volo in mongolfiera, vissuto come sport originale nonché a bassissimo impatto ambientale per conoscere la montagna. Da Mondovì si può volare tutto l’anno e a Mondovì hanno sede il primo Aero Club italiano federato per questo tipo di volo e il Porto Aereostatico, una struttura interamente dedicata al volo sportivo e turistico in mongolfiera.

Volo in mongolfiera da Mondovì
Share on FacebookShare on Google+Tweet about this on TwitterShare on LinkedIn